Nel mio lavoro aiuto le persone a imparare, a diversi livelli.
Learn To Be Body è un modo di imparare attraverso il proprio corpo, con l'intenzione di accrescere ed espandere l'attenzione sul corpo stesso e su quelle attitudini che, spesso senza rendersi conto, limitano la vita e il proprio potenziale.

Si tratta di un approccio in cui ci si rende disponibili a imparare da se stessi qualcosa di nuovo e a mettersi in gioco.
- In cui si impara a sentire e a permettere il flusso della paura, energia alla base della vita.
- Si impara che ciò che limita tale flusso essenziale sono proprio quelle attitudini automatiche che si sono instaurate nel tempo per evitare la paura e il dolore.
- Si impara che queste attitudini non solo limitano il proprio potenziale, ma lo sforzo che le mantiene danneggia l'organismo.
- Si impara quanto la propria energia e attenzione siano occupate da questo sforzo, si impara a ridurne il rumore di fondo e ci si dà la possibilità di percepire che siamo un corpo.
- Si impara a dare fiducia all'organismo e a permettergli di lavorare secondo le sue leggi.
- Si impara a rompere gli schemi limitanti, affinchè il corpo guadagni energia, attenzione e spazio per esprimere le proprie naturali abilità.

Quando si è pienamente corpo, si è presenti a sè e al mondo, nel momento attuale e senza influenze dal passato.
Si percepisce l'aria sulla pelle, si avvertono sensazioni e movimenti interni, l'attività e i mormorii della digestione, il respiro gonfiare i polmoni, il sangue scorrere, flussi, brividi e formicolii muoversi frenetici: si sperimenta concretamente e si diventa coscienti di esistere fisicamente, si libera il sesto senso nel percepire l'atmosfera che permea membra e ambiente circostante.
Si tratta di uno stato di "silenzio mentale" in cui non si è occupati con qualcosa che non è reale (passato e futuro) ma si è focalizzati su ciò che si è, semplicemente e pienamente se stessi.

L'essere in presenza di sè e fuori da schemi limitanti lo si impara attraverso il proprio corpo, su di un lettino, grazie a istruzioni, movimenti e tocchi.
Con il tempo l'organismo apprende che può reagire in modo diverso alle situazioni che lo mettono in difficoltà.

Una sessione non è un trattamento che si assume passivamente per stare meglio, ma è un incontro in cui si impara attivamente a stare meglio.
Non è una terapia, ma un percorso personale di apprendimento.
Come trainer, in questo percorso non mi occupo dei sintomi ma mi occupo della persona, e di cosa può imparare.
Il sintomo, caso mai ci fosse, è di per sè un semplice e preciso indicatore di stato dell'organismo.

Se vuoi saperne di più, i principi alla base di Learn To Be Body sono dettagliatamente approfonditi in Fenomenologia della percezione, prima parte del libro Noi Siamo Il Nostro Corpo.

Se hai domande o vuoi provare una sessione puoi scrivere qui sotto nel form.
In questo periodo ricevo a Milano e nei luoghi in cui tengo i corsi di 5 Leggi Biologiche: nel caso, per motivi di lontananza o logistici, non fosse realizzabile un incontro direttamente con me, ti fornirò il contatto di un operatore fidato il più vicino possibile al tuo domicilio.

Questa è una rivoluzione emergente, lasciati sorprendere.

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Learn To Be Body è uno strumento per accedere alle proprie profonde risorse.
 Consente di sperimentare l'energia che muove la propria vita e ciò che la limita.
 Permette di imparare a essere il proprio corpo e a lasciare andare credenze, paure e attitudini che lo isolano e lo danneggiano.


 IL FLUSSO DELLA PAURA

 L'energia che ci muove è una forza fisica, concreta e percepibile nel corpo.
 È energia che viene dalla terra, è un flusso che si sperimenta nel coraggio di agire nel mondo, che sgorga con l'obiettivo della conservazione ed espansione della vita.

 Un flusso naturale che appartiene a tutti gli esseri viventi, senza il quale resterebbero immobili.
 L'altro "lato della luna" di questa energia è la paura della perdita della vita: nelle situazioni di pericolo è la paura a fare divampare impetuoso questo flusso.
 Ma anche in ogni piccola cosa, la paura è il motore dell' agire.
 Un'energia che ci fa osare nascere, piangere la prima volta, muovere le braccia e le gambe, e poi anche alzarci in piedi; e se un ostacolo non ci permette di avanzare nei primi passi, ci dà la forza di spostarlo o girarci intorno.

 Possiamo immaginarci come dei contenitori che contengono questo flusso, e quando nasciamo siamo piccole scatole pronte per crescere e contenerne sempre di più.

 Se l'ostacolo che si frappone all'espansione della vita necessita di un'energia che la nostra scatola può contenere, il flusso della paura si muove liberamente e noi possiamo con coraggio spostare l'ostacolo e avanzare di un passo.
 Se invece l'ostacolo è troppo grande, tanto da necessitare un flusso più intenso di quello che può contenere la nostra scatola ancora in formazione (quale quella di un bambino), ecco che questa "trabocca", e noi sperimentiamo quella sensazione che è panico, che immobilizza e congela, e ci troviamo d'improvviso a non sapere gestire qualcosa che appare più grosso di noi.
 Come un bambino che si vede saltare addosso un gatto inviperito, e con occhi sbarrati e muscoli contratti, come congelato si trova a non saper nè difendersi, né scappare.
 Questi istanti possono essere molto dolorosi e drammatici, e il congelamento equivale a uno stato di anestesia per disconnettere l'insostenibile.


 LE ROUTINE: ATTITUDINI AUTOMATICHE PER NON SENTIRE LA PAURA

 Ma potrebbe avvenire in futuro che, anche quando il contenitore fosse ormai molto più grande e capace di contenere l'energia necessaria ad affrontare una situazione simile, l'individuo sperimenti il ricordo, impresso nel corpo, di quel dolore e terrore, e quindi reagisca con la stessa disconnessione che aveva funzionato la prima volta (poiché, malgrado tutto, ha permesso la sopravvivenza).

 Le modalità di disconnessione possono essere diverse e multiformi, escogitate proprio per non affrontare più quel dolore che fu "troppo grande, ingestibile".
 Il tentativo di tagliare quell'esperienza richiede molte energie, così si strutturano attitudini che diventano routine automatiche, funzionali allo stesso modo delle routine motorie che si imparano per andare in bicicletta e per le quali, a un certo punto, non serve più mettere attenzione ma vanno da sè.
 Un sistema per addomesticarsi e convivere apparentemente senza fatica con l'insostenibile.

 Le routine assorbono costantemente energia, instaurando un cuscinetto di separazione dal dolore e dalla paura, che vengono percepiti come entità esterne da evitare, come se non fossero parte di noi, ma che in realtà sono fonte di energia vitale.

 Con il tempo impariamo a esercitare così bene questo modo di reagire, che ci convinciamo che sia il migliore e unico modo di fare, facendo diventare l'attitudine stessa una componente del nostro esistere.
 Tutte le esperienze che assomigliano e richiamano quel dolore, tenderemo a evitarle con questa attitudine che così si conferma e consolida ogni volta di più.


 RIPETERE IL PASSATO DENTRO UNA GABBIA INVISIBILE

 E non ci sarebbe nulla di male se le cose fossero sempre uguali a se stesse. Invece ogni istante è completamente diverso da quello precedente, come anche il nostro contenitore è sempre diverso e più capiente.
 Continuare a reagire all'antico dolore in modo identico, limita drasticamente il contatto con la realtà di ciò che è, qui e ora.
 Si perde ogni possibilità di scelta, si trasforma la vita in qualcosa di sempre uguale, ripetitivo, la si spoglia dell'intensità, del colore, del piacere, dell'eccitazione, ritrovandosi senza rendersi conto a combattere contro se stessi per non voler sentire quella paura e quel dolore.

 Ci si costruisce una gabbia in cui si ha l'impressione di poter essere al sicuro.
 Ma è pur sempre una gabbia.
 Una persona può rimanerci per anni, ed essendo sopravvissuta fino a quel momento, se vuole può continuare benissimo a farlo per il resto della vita.
 Forse fino al punto in cui dovesse iniziare a percepire fatica, limitatezza, frustrazione per la sensazione che tutto è sempre uguale, e che una certa sofferenza sembra non finire mai.
 O fino a che l'organismo, chiuso in uno spazio angusto che non gli permette di vivere secondo leggi di natura, non reagisse con programmi biologici tanto prolungati da diventare debilitanti (malattie) e mettere in apprensione la persona.


 OSARE APRIRE LA GABBIA

 In questi due casi può convenire disporsi nella posizione di fare qualcosa di diverso per affrontare dolore e paura e osare mettere un piede fuori dalla gabbia.
 Si dovesse osare, si inizierebbe ad affrontare quel dolore con le risorse attuali del proprio contenitore, ricontattando tutta l'energia bloccata e impegnata nell' evitarlo e nel mantenimento della gabbia stessa.
 È un piccolo passo, che equivale a crescere.
 Come un uomo che si rendesse improvvisamente conto che, quando era bambino, il picchiare la testa sullo spigolo del tavolo era molto doloroso e pericoloso, ma oggi che è grande lo spigolo gli picchia sulla coscia; e quindi con energia rinnovata e senza terrore potesse finalmente rimettersi a correre allegramente intorno al tavolo.

 Le attitudini-gabbia che ci costruiamo sono registrate nei muscoli, nelle tensioni, nelle ossa, nelle atmosfere emotive, nelle catene di pensieri... in una parola: nel corpo.
 Prestando attenzione a tutto quello che si crea nel corpo come reazione per evitare quel dolore/paura, col tempo si impara la forma precisa della gabbia, il modo in cui ce la si costruisce da soli, si inizia a prenderne le misure, si comincia a vedere come è fatta e, soprattutto, a percepire che fuori c'è qualcosa.
 Una volta che si ha la padronanza di questo, osare aprirla diventa possibile: in quel momento si sperimenta qualcosa di totalmente nuovo nei muscoli, nei vari organi, nelle atmosfere emotive, nei pensieri..., con la liberazione del flusso della paura.
 Questa è un'energia pervasiva molto fisica e tangibile, che fluisce libera in tutto il corpo, finalmente disponibile per l'espansione della vita nella direzione del proprio potenziale, qualunque esso sia.
 Se non si riconosce la sensazione fisica di cui si parla, si provi a ricordare quei momenti in cui si è percepito un coraggio inusuale e prorompente nel compiere un atto importante nella propria vita: non si percepiva "paura" come viene comunemente intesa, ma quella forza totalizzante è effettivamente paura "allo stato brado", libera di fluire senza ostacoli.


 IL CORPO CHIUSO NELLA GABBIA REAGISCE: PROGRAMMI BIOLOGICI

 Quando un organismo vive uno shock improvviso che non sa gestire, reagisce sensatamente a livello fisiologico per sopravvivere.
 Ad esempio, se inaspettatamente inciampo su un gradino, il corpo attiva un set di programmi automatici di fisiologia speciale, come scariche ormonali, vasocostrizione, aumento della frequenza cardiaca, tensioni muscolari ecc... con l'obiettivo di portare avanti le braccia in tempo zero per proteggermi dalla caduta, correggere l'equilibrio, e in definitiva sopravvivere all'incidente.
 Questi processi avvengono continuamente nel corpo, sono del tutto sensati, necessari, e seguono regole naturali che sono riassunte nelle 5 Leggi Biologiche.

 Il meccanismo lineare senza alterazioni avviene così: un organismo si trova in scacco, diciamo a rischio di sopravvivenza, quindi reagisce fisiologicamente in modo da uscire dalla situazione critica; in seguito la fisiologia speciale può rientrare nelle funzioni normali.
 In questo caso il processo fisiologico è breve, a volte può anche passare inosservato senza sintomi, mentre a volte possono essere forti ma "una tantum". Quasi mai è necessario intervenire a sostegno del decorso.

 Se invece la situazione critica perdura o si ripete frequentemente, la fisiologia speciale viene mantenuta attiva per trovare al più presto una soluzione.
 È questo il caso delle attitudini-gabbia, routine dentro le quali molto spesso il corpo si trova in posizioni anti-biologiche (anti vita), in continui tentativi di reazione con fisiologia speciale.
 Tutte le cosiddette malattie sono fasi di fisiologia speciale, e non ci sono sintomi forti e notevoli senza che si sia in presenza di una situazione di attitudine-gabbia che faccia perdurare la fisiologia speciale, con la conseguente cumulazione di sintomi cronici anche molto gravi. 
 Per fare un esempio surreale ma semplice, è come se dopo avere inciampato sul gradino, continuassi a farlo senza soluzione di continuità: tutte le funzioni di fisiologia speciale si manterrebbero attive diventando "croniche", per esempio mi ritroverei in una tachicardia costante.


 OSTACOLI COMUNI ALL'APERTURA DELLA GABBIA

 L'attitudine che si ripete costantemente, abbiamo visto, si consolida tanto da diventare parte della propria identità: "Io sono fatto così", "io non ho paura", "io sono timido", "io sono buono ma se mi arrabbio.." ecc.
 Così il tentativo di fermare la routine può essere percepito come uccidere una parte di sè.
 Per questo motivo a volte può risultare molto difficile affrontarne l'istinto di conservazione. È una lotta con se stessi, perchè la paura di perdere la propria identità equivale a sentirsi morire.
 L'unica via di uscita non è lottare, ma mollare e lasciare andare le credenze su di sé.

 Inoltre molto spesso le routine che ci si costruisce si innestano all'interno di un sistema di attitudini e comportamenti altrui, e la loro esistenza sostiene una serie di vantaggi a livello relazionale per la persona, che evidentemente può non essere disposta a perdere.


 IMPARARE A ESSERE CORPO

 Vivere nelle routine, le proprie attitudini-gabbia, è un vivere nel passato ripetendo se stessi, non concedendosi la possibilità di percepire il presente. E quando uno è uguale a se stesso, ricrea nella sua vita sempre la stessa realtà.
 Imparare come si costruiscono queste attitudini ripetitive, permette di darsi l'occasione di fermare l'automatismo e scegliere il meglio che si può in base alla situazione in quel preciso istante, e non in base a una reazione che viene dal passato.
 Imparare non è necessariamente comodo, anzi al contrario è comodo ciò che si conosce, è comodo restare nella propria gabbia sicura.
 In effetti molti percepiscono le cose nuove della vita come un problema da risolvere più che un'opportunità per imparare.
 Accorgendosi però, in certi momenti, di vivere una vita che non gli appartiene, con un potenziale che non può esprimersi, così limitato che a volte il corpo cerca di compensare al suo livello, quello biologico (con patologie).

 Si può invece imparare a scegliere la propria vita, a mettere in campo tutte le proprie qualità in ogni occasione, ad approcciare le situazioni con sempre più se stessi, a permettere al proprio potenziale di esprimersi.
 Imparare a crescere ci è concesso in ogni attimo.
 L' abilità di imparare è direttamente connessa con l'abilità di lasciare fluire la paura, per abbandonare la vecchia attitudine-gabbia e guadagnare qualcosa di nuovo e ignoto.
 Questo imparare non si ottiene con la mente, ma con atti concreti e con tutto il corpo.
 Tornare a essere il proprio corpo significa sperimentare ciò che è, qui e ora, riducendo la distanza da sè, riavvicinandosi alle proprie risorse.

Learn To Be Body propone di imparare, attraverso il proprio corpo, quali limiti si impongono alla propria vita e, se si è disposti, di porre le condizioni per rimuoverli.

Learn To Be Body consente inoltre, alla luce delle leggi biologiche della natura, di imparare dalle manifestazioni sintomatiche quali sono quelle gabbie percettive spesso invisibili; uno strumento per entrare in connessione con quello che si è e si sente visceralmente, spesso molto diverso da quello che si pensa e si crede di sé; e, non ultimo, consente di lasciare andare quelle paure indotte dai luoghi comuni sulla salute che possono limitare drammaticamente le funzioni vitali di guarigione dell' organismo.

È possibile approfondire nel dettaglio questi princìpi, leggendo il testo Fenomenologia della percezione, contenuto nel libro Noi Siamo Il Nostro Corpo (2015).

Per provare una sessione, contattami.
Nel contempo si sta creando un gruppo internazionale di operatori che insegnano a essere un corpo, chiamato Learn To Be Body Group.


Mauro Sartorio

V. 3.0 in adattamento crescente


Noi Siamo Il Nostro Corpo (458 pagine) è un libro, pubblicato nel marzo 2015, che ho scritto per impostare la struttura teoretica alla base di Learn To Be Body.
Si tratta, in sostanza, dell'espressione di un nuovo paradigma sull'essere umano e la sua essenza, che sta per emergere prepotentemente proprio ora, agli albori del terzo millennio.

Un testo con il quale iniziare ad imparare:

- che cosa sono il corpo, l’anima, la mente e il sesto senso.
- a riconoscere il linguaggio del corpo, molto terreno e concreto, aderente ai fatti e nulla più.
- a riconoscere quelle attitudini ripetitive e consolidate che per educazione, convenienza, abitudine, si tende a conservare senza rendersi nemmeno conto.
Routine che spesso diventano una gabbia invisibile che limita la propria vita e il proprio potenziale, e dentro la quale il corpo scalcia e manifesta insofferenza al suo livello, quello biologico.
- ad accorgersi di quanto sforzo si fa per non sentire il dolore e la paura, di come ci si crea da soli le proprie malattie.
- a cogliere anche il senso di quello che il corpo fa, della malattia che non è niente di maligno, e scoprire come davvero nulla avviene per caso.
- a concedersi di verificare su se stessi e lasciare cadere molte paure nel campo della salute, spesso indotte da credenze e luoghi comuni.
- a sperimentare un modo di guardare il mondo con occhi nuovi.

Imparerai che “imparare” ha tanto a che fare con il senso della vita.

Noi Siamo Il Nostro Corpo è composto al suo interno da 3 diversi testi:

1) FENOMENOLOGIA DELLA PERCEZIONE  (Prolegomeni)

I fondamenti teoretici necessari ad affrontare un nuovo paradigma sull’essere umano, e non solo.
- Come si costruiscono le strutture di percezione attraverso le quali osserviamo il mondo?
- Cosa sono corpo, anima, emozioni e mente?
- Come funzionano i sensi? E il sesto senso?
- Che cos’è la salute? Che cos’è la malattia?

2) APPENDICE: le 5 Leggi Biologiche Strumenti di verifica (edizione ridotta¹) 

Un manuale di strumenti pratici per la verifica quotidiana del nuovo paradigma, fondati sulle 5 Leggi Biologiche del dott. Hamer.
- Come reagisce l’organismo alle strutture di percezione?
- Come posso verificare questi concetti?
- In che modo questa visione mi cambia la vita? (indice)

3) REVISIONI MONOGRAFICHE Piccole monografie in prospettiva (edizione ridotta¹)

Il mondo visto con occhi nuovi.
Siamo creature di percezione, concepite per imparare illimitatamente.
Il valore centrale diventa non solo l'essere umano, ma la persona nella sua unicità, con il suo unico e irripetibile vissuto.
- In che modo questa visione cambia il mondo?

Se ciò che è scritto in questo libro è vero, puoi verificarlo solo tu, per te stesso.
Puoi acquistarlo su Lulu² e su Amazon³(CONSIGLIATO).





¹ Le edizioni ridotte presuppongono future versioni ampliate.
² 
L'edizione Lulu ha una qualità di stampa leggermente migliore ed è più compatta (inserisci il codice EVG15 per il 5% di sconto)
³ L'edizione Amazon è caratterizzata da una spedizione estremamente efficiente e per di più gratuita 

Siamo abituati a non volere sperimentare il dolore, cerchiamo di evitarlo e non sentirlo.
E pensiamo anche che sia una buona idea.
Eppure non ci accorgiamo dell'enorme sforzo che mettiamo, quotidianamente, per fare finta che non ci sia, per tagliarlo fuori.
Non ci accorgiamo dell'energia mentale investita, di quella fisica, non ci accorgiamo che diventiamo qualcosa, rigidi nel corpo e nella mente, qualcosa che serve esclusivamente a distogliere l'attenzione da quel richiamo, spesso disperato, che il corpo ci invia attraverso il dolore. Perchè il dolore non è una sfortuna capitata, ma ha sempre un preciso senso biologico.
E lo sforzo messo in questa fatica costante, porta al permanere nel tempo (dolore cronico) e all'aumento graduale dell'intensità del dolore stesso.
Riportare l'attenzione al corpo, ascoltare il richiamo del dolore e non evitarlo ma sentirlo, lasciando ogni opposizione, dà la possibilità finalmente di lasciarlo andare.

Esistono strumenti adottati dal Metodo Grinberg che sono esplicitamente ideati per riportare l'attenzione sul proprio corpo, e per permettere di lasciare andare ogni sforzo che si fa per trattenere il dolore.

Qui sotto trovi un esercizio che puoi fare a casa tranquillamente in una ventina di minuti. Sarà sufficiente seguire le istruzioni del video: ripetuto spesso può portare grande beneficio a chi soffre di dolori cronici.
Grazie a questo esercizio puoi anche avere un assaggio di come si può lavorare con l'attenzione e la percezione del corpo.
In caso tu stia già seguendo un percorso d'apprendimento con un operatore, questo esercizio è un ottimo sistema per potenziare il lavoro che stai già facendo.

Ecco anche un comodo mp3 per praticare ovunque con il proprio lettore di musica.


- Il corpo non può mentire, non ne è capace. Se sei nel dubbio che quello che pensi e credi di te stesso sia reale, il corpo te lo può dire senza fronzoli.
Però anche se non sei nel dubbio e non ti poni alcuna domanda, lui te lo dice lo stesso.

- Imparare a essere corpo significa, come primo passo, riconoscere il suo linguaggio, molto terreno e concreto, aderente ai fatti e nulla più.
- Significa imparare cosa si diventa in certe situazioni, fisicamente con il corpo ma anche nella psiche e nella mente, quanto sforzo si fa per non sentire il dolore e la paura, come ci si crea da soli le proprie malattie.

- Si riconosceranno quelle attitudini ripetitive e consolidate che per educazione, convenienza, abitudine, si tende a conservare senza rendersi nemmeno conto, ma che spesso diventano una gabbia invisibile che limita la propria vita e il proprio potenziale, e dentro la quale spesso il corpo scalcia e manifesta insofferenza al suo livello, quello biologico.

- Si riconoscerà anche il senso di quello che il corpo fa, della malattia che non ha niente di maligno, e come davvero nulla avviene per caso.

- Ci si potrà concedere di verificare su se stessi e lasciare andare molte paure nel campo della salute, spesso indotte da credenze e luoghi comuni.

- E per chi infine si sentirà pronto e disponibile a fare qualcosa di diverso, ci sarà la possibilità di chiedere aiuto per imparare a vedere e aprire la propria gabbia.


ORA QUI PUOI TROVARE:

- Una sintesi dei principi di fondo

- Un libro dettagliato per approfondire cosa significa "imparare a essere il proprio corpo"

Esercizi da fare a casa

Materiali di studio per imparare le leggi che governano l'organismo

- Le ultime notizie dai giornali "revisionate" alla luce delle leggi biologiche

- La possibilità di iniziare un percorso di sviluppo personale 

- Se sei un operatore che lavora sul corpo, l'attenzione, le routine e la percezione, puoi condividere la tua esperienza con il gruppo Learn To Be Body Group

- Una comoda applicazione per il tuo smartphone e tablet (servizio in BETA disattivato da gennaio 2015)

- E molto altro in fase di implementazione...



Impara a riconoscere la paura e il dolore che non fanno più parte del presente, ma intrappolati nel tuo corpo influenzano profondamente la tua vita.

Impara a riconoscere e a liberare questa energia intrappolata nel passato per usarla in ciò che più desideri

Di cosa si tratta